Nel fantastico mondo di Pasticceria Giorgia

febbraio 18, 2018

ATRI – Passionale, creativa e appariscente come il rosso dei capelli, il total fucsia della sua pasticceria e la bicicletta a fiori con la quale consegna cornetti caldi nelle sere d’estate. Giorgia Di Egidio, 37 anni, ha fatto un salto nel vuoto quando ha deciso di diventare una pasticcera ma dall’alto del suo tacco 12. Una forte determinazione e un grande impegno che l’hanno portata di recente alla ribalta della trasmissione di RaiUno Buono a sapersi dedicata interamente alla liquirizia. Siamo ad Atri, l’incantevole cittadina “ducale” famosa nel mondo per la produzione di liquirizia. Una spezia con la quale Giorgia ha lanciato i famosi Cantucci alla liquirizia e una personalissima linea di prodotti originali che parlano d’Abruzzo, le Spezialità, come lo Gnocco a base di zafferano e liquirizia, oppure il Raviolo alla liquirizia con ripieno di crema di limone e cardomanno, solo per citare alcune delle sue invenzioni originali e creative. In uscita a breve i biscotti alla liquirizia con anice e menta. Passeggiando per il centro storico di Atri, la pasticceria di Giorgia la riconosci subito, fiori dentro e fuori, profumo di buono, camice a righe bianche e fucsia con il suo sorriso caldo ad accoglierci. “Avevo 18 anni quando ho aperto una yogurteria con la quale facevo anche semifreddi che amavo decorare in modo creativo – racconta a Virtù Quotidiane Giorgia, in passato anche animatrice e appassionata di canto e ballo – I miei genitori chiusero un supermercato, all’epoca avevo 26 anni, decisi così di rimboccarmi le maniche, reinventarmi e mettermi in gioco”. “Spinta da un amico, William Di Carlo, chef stellato in Danimarca, ho contattato un tecnologo esperto per realizzare la mia idea di pasticceria e avviare la formazione di base. Quando mi vide arrivare con tacco 12 e mani perfette mi guardò con sospetto – ricorda divertita la pasticcera – Da allora mi chiusi letteralmente nel piccolo laboratorio, allestito in otto metri quadri, per imparare l’arte della pasticceria. Stendevo la pasta frolla a mano e grazie alla motivazione che sentivo dentro ho provato a fare di tutto, dai cioccolatini ai panettoni, dalle colombe ai biscotti”. Giorgia si trasferisce ben presto nel laboratorio più grande di via Picena, sempre ad Atri, dove comincia a sperimentare concretamente le sue idee. Nel frattempo diventa celiaca e non può assaggiare tutte le sue creazioni ma “miscelavo gli ingredienti con il cervello”, dice con la stessa passione che l’ha portata a distinguersi, grazie anche ai corsi seguiti con importanti maestri pasticceri d’Italia, da Luca Montersino a Mauro Morandin, da Davide Malizia a Emanuele Saracino e Antonio Cesarò. “Nessuno aveva mai pensato di realizzare un dolce alla liquirizia di Atri – dice – oltre a tisane, infusi e caramelle, si parlava solo delle proprietà benefiche della spezia mai abbinata alla pasticceria. È nato così il biscotto alla liquirizia, quella di Menozzi De Rosa ovviamente, un cantuccio senza grassi, lievitanti e conservanti. Per me è importante la territorialità, lavorare con le materie prime e le aziende del posto” Un prodotto che è arrivato all’Expo di Milano, a New York in degustazione al Westchester Italian Cultural Center e anche in Giappone. Poi sono nate le Pepite di Zenzero e Pinoli, quelle cioccolato e cannella, entrambe vegane e il cantuccio con le mandorle, uvetta e gocce di cioccolato, aromatizzato al rum. Giorgia ha anche realizzato la Liquicake, una cheesecake con una base di cantuccio alla liquirizia, inserita nel menù di Marzia Buzzanca a Percorsi di Gusto. “Ho sempre anticipato i tempi – racconta –. Lavoravo la pasta di zucchero quando in Italia non era ancora diffusa. Mi feci arrivare, da alcuni zii americani, tutte le attrezzature necessarie per realizzare delle vere e proprie sculture di zucchero”. “Amo il mio lavoro, in continua evoluzione – dice orgogliosa Giorgia – voglio crescere e continuare a creare nuove specialità senza mai sentirmi arrivata. Il lavoro è anche la capacità di scavare in se stessi e trovare una motivazione”.

Virtù quotidiane – 18/02/2018

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